Webdesign Erfurt
Samstag, 04. September 2010
Zante (Zachintos) PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Piperno   
Martedì 05 Febbraio 2008 11:07

 English Version

ZANTE (Zacinto)

 

 

Date Essenziali: 

- 1194 Matteo Orsini stabilisce un governo locale a Zante (Contea Palatina di Cefalonia, Itaca e Zante)

- 1479 i Turchi conquistano l'isola

- 1485 I Veneziani conquistano l'isola

- 1797 annessa alla Francia dal trattato di Campoformido


Fair isle, that from the fairest of all flowers,
Thy gentlest of all gentle names dost take!
How many memories of what radiant hours
At sight of thee and thine at once awake!

How many scenes of what departed bliss!
How many thoughts of what entombed hopes!
How many visions of a maiden that is
No more- no more upon thy verdant slopes!

No more! alas, that magical sad sound
Transforming all! Thy charms shall please no more
Thy memory no more! Accursed ground

Henceforth I hold thy flower-enameled shore
O hyacinthine isle!
O purple Zante!
"Isola d'oro! Fior di Levante!"  

Questo sonetto è stato scritto da Edgar Allan Poe nel 1837. Le ultime parole sono scritte in italiano e si riferiscono a Zante come l'Isola d’oro e Fiore del Levante. L'isola ha una pianura piuttosto grande fra due creste di colline. Le mappe Veneziane del periodo indicano che la pianura era interamente coltivata e che nell'isola si produceva olio e vino. La città di Zante era divisa in 2 parti: la più alta (acropolis) sulla parte superiore della collina, mentre la città bassa era situata intorno al porto.

Vista della fortezza

Vista della fortezza

 

Oggi la città superiore è quasi invisibile dal mare e perfino dal porto, a causa di un bellissimo bosco di pino. Gli alberi nascondono le mura del grande forte completato dai Veneziani nel 1646 e che sostituì le fortificazioni precedenti fatte dai Greci e dai Romani.

Entrata della fortezza

Entrata della fortezza

 

Le entrate del castello furono costruite dalla parte dei bastioni per avere una miglior protezione; furono decorate con leoni alati e con i simboli dei governatori dell’isola.

Vecchi e nuovi leoni alati

Vecchi e nuovi leoni alati

 

Il simbolo di Venezia può essere visto inoltre in alcuni negozi moderni (che vendono solitamente gli oggetti d'antiquariato ai turisti). Il leone moderno indicato nell'immagine qui sopra è dipinto sotto la parola "Benetzianika" (veneziano), ma non è il leone della Repubblica di Venezia. È il leone della Repubblica Eptanese, il primo governo semi-autonomo Greco che dopo molti secoli ha governato le isole ioniche tra il 1802-10. Eptanese significa (delle) sette isole (Corfù, Paxi, Santa Maura, Cefalonia, Itaca, Zante e Cerigo) e da questo il leone con sette frecce. Il fatto che la Repubblica Eptanese abbia adottato un vessillo molto simile a quella di Venezia, è prova dei buoni rapporti sviluppati durante i secoli fra queste isole e Venezia. Questo leone era inoltre nel vessillo delle isole ioniche (come una piccola Union Jack) durante il protettorato britannico durato fino al 1864.

Santabarbara, prigione e pozzo

Santabarbara, prigione e pozzo all'interno del castello

 

 

Diversamente dalla maggior parte dei forti veneziani in Grecia, il forte di Zante è molto ben conservato. Ci sono molte indicazioni vicino alle costruzioni più importanti, che contribuiscono a capire come la vita nel forte fosse organizzata.

Vista dal forte

Vista dal forte: Castel Tornese e Cefalonia

 

La vista dal forte permette di vedere la costa bassa del Pelopponeso con Castel Tornese visibile sulla collina più alta. La vista sul lato nord mostra le montagne di Cefalonia.

Immagini di Chiese a Zante

Dettagli di chiese a Zante

 

Nel 1669 Candia cedette ai Turchi dopo un assedio di venti anni. Francesco Morosini, il comandante della difesa, ottenne di lasciare Candia con la grande flotta veneziana ancora sotto il suo ordine e trasportare non soltanto i soldati, ma anche i civili. I tantissimi rifugiati, che comprendevano sia le famiglie Cretesi che quelle Veneziane, si stabilirono a Zante e l'isola ebbe un aumento significativo di popolazione e risorse, poiché i nuovi arrivati appartenevano ai ceti elevati. La città si trasformò in una piccola Venezia con i porticati e molte chiese (il fatto che la popolazione fosse spaccata fra credenti ortodossi e cattolici fece aumentare il numero di chiese). Nel 1953 un terremoto distrusse quasi completamente Zante e Cefalonia. Soltanto alcune piccole chiese furono in parte risparmiate e furono riportate nella loro condizione originale. 

Torri campanarie a Zante

Torri campanarie a Zante

 

Le torri campanarie di Zante caddero come conseguenza del terremoto e furono ricostruite. Tutte mostrano riferimenti alle torri campanarie di Venezia, e in modo particolare a quella della Basilica di S.Marco.

Monumento a Ugo Foscolo

Monumento a Ugo Foscolo e la pietra con i versi iniziali del sonetto dedicato a Zacinto 

 

Zante grazie alla popolazione cosmopolita ha avuto una vita culturale significativa ed è il luogo di nascita di tre grandi poeti: i Greci Andreas Kalvos e Dionisios Solomos ed l’italiano Ugo Foscolo. Vissero fra il XVIIImo ed il XIXmo secolo  e si conobbero. Andreas Kalvos fu il segretario di Foscolo e scrisse parecchi poemi in italiano.

Solomos, originario di Creta, scrisse la commemorazione di Foscolo morto nel 1827 in Inghilterra. Solomos è l'autore dell’inno nazionale greco e la più grande piazza di Zante è dedicata a lui. Foscolo è ricordato da 2 piccoli monumenti uno dei quali si trova sul sito della sua casa (perduta). Foscolo dedicò a Zante uno dei suoi sonetti più famosi.

A Zacinto 

Nè più mai toccherò le sacre sponde

Nor ever more to touch the sacred shores

Ove il mio corpo fanciulletto giacque,

Where I was cradled as a tiny boy,

Zacinto mia, che te specchi nell'onde

Zakynthos mine, mirroring in the waves

Del greco mar da cui vergine nacque

Of the Greek sea whence Venus, virgin, rose

_

_

Venere, e fea quelle isole feconde

And with her first smile fecundated all

Col suo primo sorriso, onde non tacque

Those islands, so thy fronds and limpid clouds

Le tue limpide nubi e le tue fronde

Entered unsilenced the illustrious tale

L'inclito verso di colui che l'acque

Of him who sang the fateful waters and

_

_

Cantò fatali, ed il diverso esiglio

The roaming exile from whose changing paths

Per cui bello di fama e di sventura

Ulysses, splendid with ill-luck and fame,

Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Returned to kiss his rocky Ithaca.

_

_

Tu non altro che il canto avrai del figlio,

Naught else thy son can give thee but his song,

O materna mia terra; a noi prescrisse

O my maternal earth: for us stern fate

Il fato illacrimata sepoltura.

Prescribed an unlamented burial.

Ugo Foscolo

Translation © Carl Selph, 1999
For a list of poetry by Carl Selph
click here

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Maggio 2008 13:52 )
 
Pioneer
Template by Webdesign Erfurt