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Premessa: I Duchi di Atene Non so se anche i ragazzi d’oggi lo facciano, ma solevo, non appena in possesso dei libri per il nuovo anno scolastico, scorrere velocemente le pagine per vedere le immagini che vi erano contenute. Ancora mi ricordo di essermi incuriosito nel vedere la seguente immagine (in bianco e nero) trovata nel mio libro di storia che copriva il periodo tra la caduta dell’Impero Romano e il 1492. 
Il Duca di Atene mandato fuori da Firenze Non potevo capire cosa il Duca di Atene avesse a che fare con la Repubblica di Firenze. Dante ha fatto riferimento ad un duca di Atene (Inferno XII): "Forse | - | Tu credi che qui sia'l duca d'Atene | "You think this is the Duke of Athens here, | che su nel mondo la morte ti porse? | The man who rid the world of you. | | |
e Shakespeare ha ambientato il primo atto del “Sogno di Mezza Estate” nel palazzo del duca di Atene. Ma entrambi facevano riferimento a Teseo, l’uccisore del Minotauro e fondatore mitologico di Atene. Il duca di Atene indicato in questa pittura del secolo XIX° è Gautier de Brienne, un vassallo di Roberto I, il re Angioino di Napoli. Nel 1342 le famiglie fiorentine più ricche gli offersero la signoria di Firenze, ma il suo governo fu così dispotico che nel 1343 gli fu tolto il potere. Era un discendente di Jean de Brienne, imperatore latino di Costantinopoli (1231-37). Date più importanti: - 1204 alla caduta dell'Impero Bizantino, Atene entra a far parte del ducato di Atene sotto una dinastia della Borgogna. Durante i 250 anni successivi i Franchi sono sostituiti da dominatori Catalani, Siciliani, Navarrese ed infine Fiorentini. - 1456 i Turchi conquistano Atene - 1467 i Veneziani conquistano Atene - 1687 il comandante veneziano Francesco Morosini conquista Atene - 1699 la pace di Carlowitz assegna Atene ai Turchi 1687 
L'Acropoli vista dal monumento di Philopappus in una stampa prima del XIX secolo la presa di Atene I Veneziani si avvicinarono ad Atene da sud posizionando la loro artiglieria sulla collina denominata Collina delle Muse o Collina di Filopappo dal monumento al Console Caio Giulio Filopappo. Dalla collina i Veneziani potevano vedere l’Acropoli, che appariva come un forte con la significativa eccezione del Tempio ad Athena, il Partenone. La stampa del primo Ottocento qui sopra è molto probabilmente una rappresentazione fedele della situazione nel 1687. Verso la fine del Seicento la maggior parte della piccola popolazione di Atene (3.000 abitanti) viveva ai piedi del lato nord dell’Acropoli. 
L'Acropoli vista dal Monumento a Philopappus A prima vista l'odierna visione non sembra molto differente, ma poi ci si accorge dei cambiamenti avvenuti nell’acropoli. 
Vista dell'Acropoli nel periodo del XIX secolo L’acropoli fu fin dall’inizio una fortezza e, come mostra l’immagine sopra, nell’Ottocento c’erano merli e postazioni per l’artiglieria. Una torre rinforzava ulteriormente le difese. L’acropoli poteva essere raggiunta solamente dal lato ovest attraverso i Propilei, l’imponente entrata costruita nel V secolo dopo Cristo; le 2 ali erano state trasformate nei palazzi fortificati usati dai Duchi di Atene e dai Governatori Turchi. 
L'Acropoli oggi Nell’Ottocento l’Acropoli fu oggetto di un’ampia campagna di scavi archeologici. Il loro scopo era di riportarla a com’era nel V secolo prima di Cristo. Tutte le modifiche fatte dai Bizantini, dai Franchi e dai Turchi furono considerate di nessun interesse e furono distrutte. Oggi probabilmente questo obiettivo sarebbe raggiunto in una maniera più raffinata. 
Mappa di Atene del 1687 Nel breve periodo dell'occupazione veneziana dopo il 1687, un topografo disegnò una mappa di Atene in cui l’Acropoli è denominata Castello D’Acropoli e che indica come il teatro di Erode Attico fosse incluso nella fortificazione dell’Acropoli. Si può anche vedere quante poche fossero le costruzioni all’interno dell’Acropoli. La conquista veneziana di Atene sarebbe stata un evento secondario nella storia del mondo se non avesse creato gravi danni al Partenone. Francesco Morosini, il comandante veneziano fu insignito del titolo di Peloponnesiaco dal senato per le sue veloci vittorie nella guerra di Morea (1684-87), un tipo di riconoscimento che i Romani avevano dato a pochissimi comandanti (Britannico, Germanico, ecc..). Di sicuro Morosini morì nel 1694 sicuro di passare alla storia come un grande comandante. Invece le enciclopedie moderne dedicano una riga alle sue azioni militari e un paragrafo all’episodio del bombardamento del Partenenone che ne causò il collasso della parte centrale (forse un eroe dei nostri giorni, domani potrebbe essere visto come colui che indirettamente causò un danno ad un importante museo). 
Il danno causato al Partenone Ai Veneziani interessava poco il Partenone come bersaglio, perché miravano a danneggiare le fortificazioni all’ingresso dell’Acropoli, ma avevano saputo che probabilmente i Turchi stavano usando una parte del tempio come polveriera. A quei tempi i cannoni sparavano sfere di metallo o di pietra che non potevano causare alcun danno rilevante alle solide colonne del Partenone. Le colonne della facciata mostrano l'effetto di questi colpi (la parte di destra - verso la collina di Philopappus - è più danneggiata della parte di sinistra). Ma quando una sfera colpì il deposito munizioni l’esplosione fu così grande che la parte centrale del tempio sprofondò. 
Seduti ad un caffè al Pireo ed il leone che Morosini ha portato a Venezia Molti turisti siedono ogni giorno ad un caffè del Pireo vicino alla partenza dei traghetti per le isole Cicladi. Il menu porta alla memoria altre vicende che riguardano Francesco Morosini. Allora il Pireo si chiamava Porto Leone dalla statua di un leone all'entrata al porto. Morosini provò a prendere alcune delle statue che decoravano il Partenone, ma un primo tentativo di portare giù una statua terminò con un disastro tecnico, allora rinunciò e si rifece prendendo la statua del leone, che fu posto all'entrata dell'arsenale di Venezia. ATENE MODERNA 
La moschea del Bazar e il portale della Scuola Coranica Nella seconda metà del Settecento Atene ebbe un periodo di sviluppo e fu abbellita dai Turchi. Di sicuro quando Atene nel 1833 divenne la capitale del regno della Grecia, essa aveva un’apparenza orientale piacevole con un bazar, gli hammams, le scuole coraniche e delle moschee.Dopo un periodo lungo di abbandono, le poche costruzioni rimanenti di quel periodo sono nuovamente oggetto di attenzione. Il regno greco inizialmente si limitava al Peloponneso, all’Acarnania, alla Beozia, all’Attica ed alle isole Cicladi: la sua capitale “naturale” era Nauplia (Napoli di Romania) che aveva avuto questo ruolo durante il regno veneziano di Morea (1699-1714). La maggior parte dei Greci viveva ancora nell’impero ottomano e vi erano molti più Greci a Costantinopoli, Smirne o Alessandria che in qualunque altra città del regno appena nato. La scelta di Atene come capitale fu fatta per dare risalto al legame fra la Grecia moderna e quella antica: una posizione sostenuta dalle grandi potenze che proteggevano il nuovo regno, meno dai Greci stessi che si sentivano eredi di Giustiniano e dell'impero Bizantino, piuttosto che di Pericle e della democrazia greca. 
La libreria Nazionale e l’Accademia Ciò spiega perchè l'espansione di Atene è stata basata su edifici neoclassici. Il primo re proveniva dalla Baviera e molte costruzioni sono state progettate da architetti tedeschi. Era (come la maggior parte dell’architettura dell’Ottocento) una sorta di Neoclassicismo à la carte nel senso che gli architetti combinavano in svariati modi elementi di stili differenti. L'immagine sopra mostra edifici ove elementi Neoclassici prevalgono, ma ad Atene vi sono anche alcuni edifici che rimandano al periodo rinascimentale (immagine sotto). 
Il palazzo dei Duchi di Piacenza e Ilion Megaron, la casa di Schliemann
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