Webdesign Erfurt
Samstag, 04. September 2010
Malvasia (Monemvassia) PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Piperno   
Mercoledì 06 Febbraio 2008 15:21

English Version

Malvasia (Monemvassia)

Date Essenziali: 

- Fin dal XIV secolo I Veneziani occupano Malvasia

- 1540 I Veneziani cedono Malvasia al Sultano Solimano I nell’ambito di un trattato di pace

- 1690 I Turchi capitolano dopo un assedio Veneziano durato 3 anni

- 1715 I Veneziani capitolano senza combattere

Malvoisie e Malmsey sono nomi di vini dolci fortemente aromatizzati che hanno sostituito in Europa il Vin di Malvasia, citato spesso nella descrizione dei banchetti rinascimentali. Prima che i Veneziani perdessero il forte di Malvasia questo vino era spedito in Italia da questo porto. Il nome greco di Malvasia, Monemvassia è in sè una descrizione del forte e stà a significare “una sola entrata” poichè effettivamente ve n’è soltanto una per accedere al forte.

 

Acquaforte

Acquaforte (incisione) Veneziana di Malvasia nel 1687

Questa stampa veneziana mostra Malvasia quando era ancora in mani turche (la maggior parte delle costruzioni alte sono minareti) e con una forzatura della prospettiva essa mostra il ponticello che collega l'isolotto di Malvasia al continente ed allo stesso tempo alla città di Malvasia che è situata dal lato opposto e che non può essere vista dal continente.

 

 La Rocca vista dalla Terraferma

La Rocca vista dalla Terraferma

 

I Veneziani usavano dire che la natura aveva già provveduto a creare una fortezza che aveva bisogno solo di pochi ritocchi. Malvasia è costituita da due parti: un borgo su un piccolo terrazzo ai piedi della roccia e il Castello sullo spazio piano nella parte superiore.

Mura Esterne e accesso principale

Mura esterne e accesso principale  

 

Le mura che proteggono il Borgo non arrivavano alle fortificazioni del Castello: esse raggiungevano appena i fianchi quasi verticali della roccia ed erano sufficienti, perché, anche se i Turchi avevano una reputazione di essere abili arrampicatori, avevano ben poche speranze di scalare queste rocce.

Mura lato mare e mura lato est

Mura lato Mare e Mura lato Est  

 

I nemici che provavano ad assalire il Borgo dal mare, avevano difficoltà nell’attraccare in quanto non vi è spiaggia e vi è poco spazio per montare un accampamento.

 

Strada principale di Malvasia

Strada principale di Malvasia; Panagia Mirtidiotissa; S.Nicola 

 

Durante la prima occupazione veneziana Malvasia era un centro commerciale importante e il Borgo ha avuto belle case e chiese. Quasi abbandonato fino a periodi molto recenti, sta ora rifiorendo e numerose case al suo interno si stanno ristrutturando; purtroppo sin stanno costruendo alcune nuove costruzioni "graziose", e tra qualche anno il Borgo sembrerà troppo bello per essere vero. Il fatto che solamente gli asini possano essere usati per trasportare i materiali all'interno di Malvasia, sarà solo un fattore ritardante in questo processo, perciò i viaggiatori dovrebbero affrettarsi a visitarla prima che sia troppo tardi.

Scendendo dalla Fortezza

Scendendo dalla Fortezza

 

Nonostante le buone difese il Borgo non era un obiettivo impossibile per un assalto ben congegnato: la cosa realmente inespugnabile era il Castello. Solo una strada ripida e tortuosa conduceva ad esso ed era interrotta da molte mura. Non vi era spazio per disporre l'artiglieria o per scavare trincee o sviluppare fortificazioni.

Difese naturali

Difese naturali

In generale il Castello era protetto da mura basse, ma in alcuni punti la roccia è così scoscesa che i Veneziani non si preoccuparono neppure di rinforzare queste difese naturali. Nel 1538 Solimano I Il Magnifico tentò inutilmente di conquistare il Castello e nel 1540 promise ai Veneziani una pace durevole in cambio di Napoli di Romania (e di Malvasia). Il senato veneziano inviò un suo rappresentante ai colloqui di pace per raggiungere un accordo, dandogli il potere di cedere Malvasia come ultima risorsa. Fin dall’inizio l’inviato si trovò di fronte ad una richiesta turca per Malvasia e alla fine dette il suo consenso. Un accordo di pace fu raggiunto e i due forti passarono in mani turche. Tuttavia l’insistenza Turca destò nei Veneziani molti sospetti e dopo lunghe indagini si scoprì che i poteri concessi al proprio inviato erano conosciuti dall’ambasciatore francese che aveva passato l’informazione al suo governo. A quel tempo Francesco I Re di Francia era alleato con Solimano I contro Carlo V Re di Spagna, e per questo motivo fece in modo di informare i Turchi sulle reali intenzioni dei Veneziani a riguardo del trattato di pace.

 

Agia Sofia

Agia Sofia

Nel 1690 i Turchi capitolarono dopo un blocco navale di tre anni, ma nel 1715 il comandante veneziano cedette senza alcun spargimento di sangue. I Turchi non avevano una buona reputazione quanto al rispetto di accordi raggiunti in occasione di capitolazioni, in particolare per il loro sleale comportamento a Famagosta nel 1571, ma nella loro campagna del 1714-15 si impegnarono fin dall’inizio ad offrire delle condizioni di resa generose e a rispettarle. La loro politica si dimostrò molto efficace tanto che i comandanti veneziani demoralizzati e le loro truppe mercenarie cedettero rapidamente le loro fortezze. Una stampa del 1687 (che potete vedere più in alto), indica che c’erano molte costruzioni nel Castello: oggi sono tutte in rovine tranne la bella chiesa Bizantina di Agia Sofia e ad una vicina residenza veneziana.

 

Residenza Veneziana

Residenza Veneziana

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Maggio 2008 14:11 )
 
Pioneer
Template by Webdesign Erfurt