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Nasso (Naxos) Date essenziali: - 1207 Marco Sanudo un avventuriero Veneziano conquista Nasso che diventa capitale del Ducato di Nasso - 1566 l'ultimo duca, Jacopo IV Crispo cede dietro compenso Nasso al Sultano I viaggiatori del Settecento sono stati affascinati dalle rovine degli antichi templi greci in poche città (oggi gli scavi hanno permesso di recuperare molti altri monumenti antichi della Grecia), ma il superstite portale di un tempio mai completato a Naxos, ha avuto (ed ha) una potenza evocatrice unica. 
Veduta di Nasso ai primi del XVIII secolo e oggi Il tempio è stato costruito nel VI secolo A.C. e dedicato ad Apollo (si presuppone perché il tempio è orientato verso l'isola di Delos, luogo di un santuario famoso dedicato a questo dio) o a Dioniso che si innamorò a Nasso della bella Arianna, che era stata abbandonata da Teseo e cheegli si affrettò a sposare Teseo. Il tempio non è stato mai completato e le sue colonne e pareti sono state rimosse ed usate come materiale da costruzione per le case e le fortificazioni di Naxos. I tre blocchi di marmo del portale tuttavia sono stati risparmiati ed ancora incorniciano la veduta di Nasso. 
Veduta di Nasso e del Castello di Crispo Le fortificazioni di Nasso non sono un castello con le torri ed i merli, ma un gruppo di residenze fortificate organizzate in modo da controllare l'accesso alla parte superiore della collina, in cui Marco Sanudo costruì la sua residenza fortificata (che ha aveva una torre alta, ora quasi completamente rovinata). L'unico residenza fortificata rimanente è appartenuta alla famiglia dei Crispo che dopo i Sanudo ebbero il titolo di Duca di Nasso (o duca dell’arcipelago perché governavano su di un certo numero di isole, compresa Milo). 
Per le strade del Kastro La parte superiore della collina è ancora denominata Kastro e per accedervi vi sono solamente tre strette vie di accesso. Gli eredi delle famiglie veneziane hanno continuato a vivere nel Kastro, dove hanno costruito una cattedrale cattolica, mentre le famiglie ortodosse più ricche hanno vissuto immediatamente fuori di Kastro in un quartiere denominato Borgo. Quando nel 1566 i Turchi posero fine al Ducato dell’arcipelago, non misero realmente fine alla supremazia delle famiglie di discendenza veneziana. Erano unicamente interessati a riscuotere un tributo annuale e una isola governata da un numero limitato di signorotti era una soluzione afffidabile sotto questo punto di vista. 
Simboli civili ed ecclesiastici Ciò spiega perchè nel Kastro vi sono evidenti segni di Chiese Cattoliche e monasteri costruiti durante la dominazione Turca. Il rilievo nell’immagine visualizzata sopra, mostra lo stemma dei Crispo, gli ultimi duchi, mentre gli altri (compreso quello dei Gesuiti) sono tutti concernenti il periodo successivo. In generale durante la dominazione turca, tutte le isole Cicladiche hanno avuto una gestione piuttosto autonoma ed hanno goduto anche di una certa libertà religiosa. 
Dimore fortificate in Chalki Marco Sanudo introdusse a Naxos un sistema feudale: l'isola fu divisa in feudi, assegnati poi ai compagni del Sanudo. Questo tipo di suddivisione durò nell’isola per molti secoli. La famiglia che comandava un villaggio viveva in una dimora fortificata. Chalki, la capitale medievale prima di Nasso, ai piedi di Apano Castro, (il luogo dove una fortezza è andata perduta) era governata da due famiglie e le basse mura delimitavano il loro territorio. 
Dimore fortificate in Apeiranthos Molte delle dimore fortificate all'interno dell'isola (spesso denominate torri) ospitano ancora le più importanti famiglie del luogo. La torre di Bellonia (nell’immagine qui sotto), alcune miglia fuori della città principale, ora è una residenza affascinante. Possiede ancora una doppia cappella sia per le funzioni cattoliche che quelle ortodosse. Queste cappelle gemelle sono state costruite in molte isole nel tentativo di migliorare i rapporti fra le Comunità Religiose. Nel 1582 tuttavia questo sforzo fu frustrato dalla riforma del calendario introdotto da Gregorio XIII: la chiesa ortodossa non approvò la riforma e così le festività religiose principali sono state celebrate dai Cattolici e dagli Ortodossi in giorni differenti, aggiungendo un’ulteriore frizione fra le due Comunità. 
Torre Bellonia e le sue Cappelle
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