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Samstag, 04. September 2010
Santorino (Thira) PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Piperno   
Venerdì 08 Febbraio 2008 09:53

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Santorino (Thira)  

Date principali:
1207 Marco Sanudo, Veneziano, si impadronisce di
Nasso e delle isole vicine inclusa Santorino
1566 L'ultimo Duca di Nasso, Jacopo IV Crispo cede i suoi possedimenti al Sultano, ma i Veneziani includono Santorino nel
Regno di Candia
1579 Santorino entra formalmente a far parte dei domini ottomani
1645-69 Durante la Guerra di Candia i Veneziani spesso controllano le Cicladi inclusa Santorino.

Città Vecchia

Il sito di Skaro dove sorgeva la città Veneziana

Santorino (o Sant'Irinni) deve il suo nome ad una chiesa dedicata a S. Irene: dei suoi nomi antichi Strongyle (la rotonda) è probabilmente il più appropriato perchè fa riferimento alla forma complessiva degli isolotti originatisi dall'eruzione di un vulcano, una delle più disastrose avvenute in epoca storica; Santorino, la maggiore delle isole, ha la forma di una falce lunare.
La caldera di Santorino (la laguna al centro degli isolotti che sostituisce oggi il cratere del vulcano) con le sue acque profonde costituiva una sorta di porto naturale e i Veneziani costruirono Skaro, una piccola cittadina fortificata alla sommità di un capo che consentiva di controllare gli ingressi alla caldera.

Capo Skaro

Capo Skaro visto dal mare

 

Verso la fine del Settecento la popolazione di Skaro ritenne non più necessario vivere in un posto assai disagevole dato che le esigenza di difesa erano venute meno. Gradualmente si sviluppò un nuovo centro abitato sempre collocato ai bordi della caldera ma in una posizione più facile da raggiungere. Col tempo e con i terremoti (l'ultimo grave nel 1956) gli edifici di Skaro sono crollati e scomparsi nel mare sottostante.

Veduta di Thira e della Caldera

Veduta di Thira e della Caldera

 

In molte delle Cicladi, anche dopo la caduta del Ducato di Nasso, le famiglie di origine veneziane (e cattoliche) mantennero un ruolo predominante nella società locale: quando gli abitanti di Skaro si trasferirono a Thira, la loro nuova città (prima chiamata Pyrgos - torre), le famiglie Cattoliche si stabilirono in un quartiere collocato più in alto: ciò è ancora visibile nella struttura odierna di Thira: le chiese e i monasteri Cattolici (a sinistra nella foto) sono chiaramente distinti da quelli Ortodossi più in basso.

Casa Ghisi

Casa Ghisi e bassorilievo all'ingresso del convento Dominicano


Ben pochi edifici non crollarono per effetto del terremoto del 1956: comesuccede spesso i più antichi risultarono essere quelli meglio costruiti. La casa/torre dei Ghisi (o Chigi o Ghigi) è il più grande edificio sopravissuto al terremoto.

Eredità Veneziana

Eredità Veneziana: (a sinistra) altare nel convento Dominicano; (al centro) iscrizione funebre relativa a Giuseppe Delenda nella attedrale Cattolica; (a destra) campana veneziana nella casa dei Ghisi

 

Vincent Clarence Scott O'Connor, dopo una vita spesa in India, viaggiò a lungo nelle Cicladi nel 1929: nel suo libro Isles of the Aegean (pubblicato da Hutchinson) descrisse i suoi incontri con famiglie di origine veneziana a Santorino:

Santorino, per effetto della conquista Latina (denominazione data nel Levante agli Italiani) ebbe nuovi padroni: Italiani ma anche Spagnoli; le famiglie più importanti portano i nomi Crispo, Barozzi, Da Corogna, Delenda, e De Cigalla; i loro stemmi in marmo così come le lavorate pietre tombali possono ancora essere rintracciate nell'isola.
(..) Sono oggi povere queste famiglie ed hanno perduto i loro latifondi; ma hanno ancora le loro grandi dimore costruite per mostrare l'importanza della famiglia; conservano oggetti di molti secoli e i sigilli e gli alberi genealogici; e quel modo di agire, che seppure può essere acquisito, è spesso frutto di una lunga consuetudine familiare.
Vivevo presso la Signora Baseggio, che mi dimostrò grande cortesia; con una attenzione al mio benessere che non era inclusa nella modesta pigione che le corrispondevo. Mi presentò a tutti i membri della famiglia e per alcuni giorni ho vissuto la loro vita. La casa era molto grande ed era costruita in posizione elevata; era di stile italiano, con un bel portone di ferro battuto come si vede nei palazzi di Venezia; aveva scale di marmo ed un salone capace di cento ospiti con dentro solo qualche vecchio mobile ed i ritratti degli antenati.
(..)"Viviamo in queste grandi case," mi disse la Signora Baseggio" ma non le possiamo mantenere, perchè ormai siamo poveri. On dit ` Nous sommes des grandes familles, il faut avoir les grands maisons.' Mais quoi bon ?" Ella aveva un approccio realistico alla vita: sorrideva nel fare queste affermazioni, consapevole del declino delle vecchie famiglie, sempre meno presenti nelle isole. Si occupa di beneficenza ed altri atti caritatevoli ed è una devota Cattolica. Mi dette una stanza vicina al grande salone, ammobiliata con semplicità, ma con un bel copriletto damascato; e si preoccupò che non mi mancasse nulla di ciò che una isola greca possa fornire. Aveva cinque figlie, da dodici anni in su, la più grande appena sposata. Parlavano tutte francese e si guadagnavano qualche soldo in maniera assai discreta come ricamatrici ad un opificio promosso dalla Chiesa. Non ci sono figli maschi; e le donne hanno più buon senso degli uomini. La madre, una signora molto anziana, con una faccia bianca come la cera e i capelli d'argento si muoveva per casa come un fantasma del passato. Suo cognato che era stato per anni agente consolare britannico a Santorino si comportava con maggior presunzione. Portava l'anello con il sigillo di famiglia; lo stemma era anche ricamato sulla giacca sulla base di quanto aveva appreso dagli archivi araldici di Venezia.
(..) Ci sono oggi meno di duecento Cattolici sull'isola dove un tempo possedevano cinque castelli e della quale per secoli furono i signori. Il loro più grande castello a Skaro è svanito nel mare.


Altre località: Emporio

Emporio

Emporio: vedute del villaggio fortificato (esterno ed interno)

 

Emporio è un villaggio nella parte meridionale dell'isola ad una certa distanza dal mare. Le case più antiche furono costruite l'una accanto all'altra con solo due accessi verso la parte interna. Sebbene oggi l'abitato si sia espanso in tutte le direzioni è ancora possibile da una collina vicina rendersi conto di come appariva nel passato e del suo aspetto fortificato.

Emporio, la torre Ottomana

Emporio: la Torre Ottomana


Santorino è l'isola più meridionale delle Cicladi: quando gli Ottomani se ne impadronirono Venezia era ancora in possesso di Candia distante circa 60 miglia; gli Ottomani costruirono una massiccia torre vicino ad Emporio per l'avvistamento dei Veneziani e per contrastarne lo sbarco sull'isola. Di fatto durante la Guerra di Candia i Veneziani avevano una tale supremazia sul mare che le difese a terra servirono a poco. Santorino e le altre isole pagarono a Venezia il tributo annuale che era dovuto al Sultano. Anche durante la Guerra di Morea (1685-99) i Veneziani contesero agli Ottomani il controllo delle Cicladi: fu solo con la Pace di Passarowitz (1718) che la Repubblica fu estromessa dal Mare Egeo.



Altre località: Pyrgos

Veduta di Pyrgos

Veduta di Pyrgos

Pyrgos vuol dire torre: questo villaggio si sarebbe potuto chiamare più propriamente Kasteli o Kastro (castello), il termine col quale viene designato un abitato circondato da mura ed in posizione elevata.

Pyrgos altri particolari

Pyrgos: (da sinistra a destra) ingresso al castello; abitazione sopr al'ingresso; frammento di statua antica

Ormai ben poche persone vivono all'interno delle mura nonostante dalla loro cima si veda bene tutta l'isola.



Altre località: San Salvador (Ia/Oia)

Veduta di Ia

Veduta di Ia (S.Salvador)

Le mappe antiche chiamano così questo villaggio nella parte settentrionale dell'isola e che è divenuto famoso per le foto che vi si prendono della caldera (cliccare qui per vedere la più celebre).

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Maggio 2008 07:31 )
 
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