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Samstag, 04. September 2010
Stampalia (Astipalea) PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Piperno   
Venerdì 08 Febbraio 2008 10:34

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STAMPALIA (Astipalea) 

Date essenziali:
- 1207 Stampalia è acquistata dai Querini, una delle più importanti famiglie veneziane: il ramo che governava l'isola divenne noto come Querini Stampalia
- 1522 Il Sultano Solimano I il Grande conquista Rodi; pochi anni dopo ottiene anche Stampalia.
- 1646-68 Durante la Guerra di Candia, Stampalia è perlopiù soggetta ai Veneziani.


Stampalia fa parte della Dodecanissa (Dodecaneso - dodici isole) una provincia greca nella parte sud-orientale dell'Egeo. Tuttavia il nome dato a queste isole è piuttosto recente e risale al 1912 quando furono occupate dall'Italia nell'ambito della guerra contro la Turchia per il possesso della Libia. La più grande di queste isole è Rodi e prima di allora erano chiamate Sporadi Meridionali. Stampalia tuttavia, sia per la sua posizione che per la sua storia può essere più correttamente inclusa nelle Cicladi.

Veduta della città e del castello

Vedute della città e del castello

 

 

L'acquisto di Stampalia da parte dei Querini seguì di poco quella di Nasso da parte di Marco Sanudo. Ma mentre Nasso è un'isola relativamente grande con alcune fertili vallate ed è circondata da molte altre isole, le scabre montagne di Stampalia avevano ben poco da offrire. Se Stampalia aveva poco da offrire a potenziali colonizzatori, aveva però molti motivi per attrarre pirati (e più tardi corsari). La sua forma allungata e gli isolotti che le fanno corona offrivano molte insenature dove i pirati potevano facilmente nascondersi. Un tratto di costa non lontano dal capoluogo è tuttora chiamato Maltesana, perchè i Cavalieri di Malta solevano gettarvi l'ancora nelle loro scorrerie nell'Egeo a caccia di prede ottomane. Ed è forse da Stampalia che si mossero per assalire il convoglio ottomano che riportava a Costantinopoli una parte dell'harem del Sultano e che costituì il casus belli della Guerra di Candia.

Veduta dal castello

Vedute dal castello delle due insenature che esso controlla

 

 

 

Il capoluogo di Stampalia è situato alla sommità di una collinetta dalla quale si controllano due insenature e si vede lo stretto istmo (meno di 50 metri) che collega le due sezioni montagnose che costituiscono l'isola. I Querini costruirono sul culmine della collina una cittadella fortificata che includeva la loro residenza ed una chiesa.

In marcia verso il castello

In marcia verso il castello

 

 

 

L'accesso alla cittadella era reso difficoltoso dalla disposizione delle case della gente minuta che viveva fuori di essa. Per pervenire all'unico ingresso bisogna inerpicarsi su scalette nascoste in un labirinto di strade. Nel Trecento i Bizantini e poi gli Ottomani riuscirono per periodi più o meno lunghi a controllare Stampalia, ma i Querini riuscirono sempre a tornarne in possesso.

Muro della cittadella

Mura della cittadella

 

 

 

Le fortificazioni sfruttano i dislivelli naturali formati dalla roccia ed in alcuni punti le mura sono solo una modesta aggiunta alla difesa già esistente in natura. Purtroppo l'interno della cittadella è quasi completamente distrutto e solo le mura esterne sono giunte fino ai giorni nostri, pur se molto danneggiate.

Particolari dell'edificio principale

Particolari dell'edificio principale e di una torre quasi intatta

 

 

E' ancora possibile scorgere in quella che era la residenza dei Querini i segni dell'architettura veneziana del Rinascimento. Nel 1413 i Querini fecero un importante tentativo per ripopolare l'isola, ma la caduta di Costantinopoli nel 1453 e la perdita della veneziana Negroponte nel 1470 aumentarono il rischio per Stampalia di scorrerie ottomane.
 

Ingresso allal cittadella

Ingresso alla cittadella: stemma dei Querini (coperto da una mano di calce) e botola sul soffitto dell'ingresso

 

 

Le cose si misero decisamente al brutto per Stampalia nel 1522 quando il Sultano Solimano I il Grande conquistò Rodi, protetta da un imponente sistema di fortificazioni: quelle di Stampalia potevano fare ben poco in caso di un serio tentativo ottomano di prendere l'isola; la botola sopra l'ingresso era una specie di estrema risorsa per frenare lo slancio degli assalitori: si dice che i difensori di Stampalia la utilizzassero per gettare sul nemico delle arnie di api che, infuriate, lo attaccavano. Indubbiamente poco avrebbero potuto fare contro la potente artiglieria ottomana: i Querini dovettero pertanto esercitare al massimo la loro diplomazia per mantenere il possesso di Stampalia.

Stemmi dei Querini

Stemmi dei Querini

 

Nel 1537 una nuova guerra scoppiò tra l'Impero Ottomano e Venezia. Il Sultano, sempre Solimano, voleva liberarsi una volta per tutte della presenza veneziana nel Levante: piuttosto che attaccare i vari possedimenti che la Serenissima aveva nell'Egeo, egli mosse la sua grande armata via terra fino alle coste dell'Albania e da lì attraversò lo stretto canale di Corfù nel tentativo di espugnare la chiave di volta del sistema difensivo veneziano: se fosse riuscito nel suo intento, non vi sarebbe stato scampo per tutti i possedimenti veneziani nel Levante e la stessa Venezia sarebbe stata esposta ad attacchi diretti. Corfù resistette e infine Solimano tolse l'assedio, ma come spesso accadde nelle guerre turco-veneziane, gli interessi mercantili della Serenissima premevano sempre per una qualche composizione pacifica del conflitto e così avvenne anche in questa guerra. Tra gli effetti minori di questa pace vi fu la cessione di Stampalia da parte dei Querini.

Giovanni Querini Stampalia, ultimo erede della famiglia, lasciò nel 1869 alla Città di Venezia tutti i suoi beni e collezioni, che oggi sono gestite dalla Fondazione Querini Stampalia.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Maggio 2008 07:24 )
 
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