Fortezze Veneziane a CretaINTRODUZIONELa dominazione di Venezia sull’isola di Creta risale al 1204, quando la repubblica ricevette i tre ottavi dell’Impero Romano d’Oriente per il ruolo sostenuto dai Veneziani nella Quarta Crociata. Enrico Dandolo, il doge di Venezia a quel tempo, condusse esso stesso (cieco e all’età di 80 anni) l’attacco della flotta veneziana alle mura marittime di Costantinopoli. Venezia era principalmente interessata nell'acquisizione delle basi per il sostegno del vantaggioso commercio con l'Oriente e i porti di Creta fornivano un ponte verso quello che prendeva il nome di “Oltremare” cioè il Mediterraneo aldilà del mare Egeo. L’assegnazione di Creta era nominale e richiese interventi contro i Genovesi, o per meglio dire i corsari Genovesi che per molti anni con l’aiuto dei despotati greci (parte dell’Impero rimaste sotto il controllo di signorie greche) mantennero il controllo dell’isola. L'occupazione veneziana dovette anche confrontarsi con i ribelli Cretesi nelle zone più interne dell’isola. L'isola aveva un valore inestimabile per la Repubblica per i suoi prodotti e il commercio, ma gli abitanti non tollerarono facilmente la nuova dominazione. Fu d’obbligo per i veneziani reprimere molte sommosse e per far ciò più facilmente essi inviarono nell’isola nobili e cittadini, ai quali donarono terreni a condizione che li difendessero in nome della Repubblica. Per secoli la flotta veneziana ha assicurato la difesa dell'isola, ma dopo il 1453, con la caduta di Constantinopoli in mano ai Turchi, la necessità di proteggere le città principali con fortificazioni divenne sempre più importante. Nel 1522 Rodi fu conquistata dai Turchi. Nel 1529 Khair ad Din conquistò Algeri e da lì i suoi corsari saccheggiarono molte città mediterranee tra le quali Rettimo a Creta. Nel 1571 Cipro cadde in mano ai Turchi. Questi eventi ebbero una notevole un'influenza nei rapporti fra i Cretesi e i Veneziani: la minaccia turca ridusse l'ostilità verso la dominazione veneziana. Nel Seicento la popolazione di Creta era divisa in quattro gruppi a) le famiglie nobili veneziane b) le famiglie nobili di Creta (comprese alcune famiglie ebree) c) i cittadini delle tre città principali (Candia, La Canea e Rettimo) d) il resto della popolazione. A quel tempo Creta era conosciuta come il Regno di Candia. 
Lo stemma di una famiglia Ebrea Cretese Il governo veneziano capì quanto fosse precario il possesso di Creta (che ora andava a trovarsi nel bel mezzo dei territori Ottomani) e per questo fece attenzione a non irritare il Sultano. La politica accomodante di Venezia fu anche motivata dal rischio di rappresaglia turca sui molti commercianti veneziani che vivevano nel Mediterraneo orientale. Nel 1645 tuttavia i cavalieri di Malta attaccarono un convoglio turco sulla tratta Alessandria-Costantinopoli e portarono il bottino (inclusa una parte dell’Harem del sultano inviata in pellegrinaggio alla Mecca) a Candia. Questa azione portò alla prima delle tre guerre fra l'impero Turco e Venezia. La prima guerra durò per più di 20 anni. I Turchi attaccarono per prima La Canea, quindi Rettimo e, dopo l'occupazione del resto dell'isola, iniziò l’assedio di Candia. Durante l’assedio un pittore locale preparò un libro per il senato veneziano che mostra tutte le città, porti e castelli dell'isola in uno sforzo importante di evidenziare l’esigenza di difendere l’isola. Qui sotto evidenziamo la prima pagina del libro. 
Un leone alato molto 'umano' con la spada sguainata per difendere la croce. La prima guerra terminò nel 1669 con la resa negoziata di Candia: Venezia mantenne il possesso di tre fortezze (Grambusa, Souda e Spinalonga) su isolotti, che proteggevano dei porti naturali ove le navi veneziane potevano fermarsi durante il loro itinerario verso l'est ed in più furono ricompensate dalla perdita di Candia da un possedimento in Dalmazia. La seconda guerra scoppiò nel 1685 e Venezia provò vanamente a riconquistare Creta. I Veneziani tuttavia riuscirono a riconquistare la Morea ed Atene. La terza guerra vide nel 1715 la vittoria dei Turchi, che riguadagnarono la Morea e costrinsero Venezia ad abbandonare Creta. La mappa seguente presa dall’Atlante del Mondo del 1900 mostra come i nomi Veneziani furono usati per secoli, anche dopo la fine del loro dominio. 
Mappa dell'isola di Creta
GRAMBUSAGrambusa (Gramvousa) è un isolotto molto vicino alla costa Nord-Ovest di Creta (non tutte le carte lo indicano) in una posizione strategica per il controllo del canale fra Creta ed Antikithira (Cerigotto). I Veneziani lo fortificarono per avere identificare immediatamente possibili incursioni dei corsari e per fornire un rifugio temporaneo ai convogli nel caso di attacco o di tempesta La rocca può essere raggiunta soltanto da un lato perché gli altri tre sono alte scogliere. 
Veduta dell'isola Grambusa fu scelta nel 1669 da Francesco Morosini come uno dei tre forti da conservare per Venezia dopo la perdita di Creta per sostenere i commerci che andavano dal Mar Ionio al Mediterraneo Orientale. Le fortificazioni furono rinforzate, ma questo non fu sufficiente nel 1715 anno in cui i Turchi lanciarono il loro attacco a Venezia. Sia i Veneziani che i Turchi avevano un approccio “levantino” alla guerra e il tradimento ne faceva parte; il comandante e i soldati furono corrotti e il forte cadde nelle mani del Sultano. 
Entrata alla fortezza e Leone Alato Per i Turchi Grambusa non ha avuto mai grande importanza e alla fine finì occupata dai pirati che da essa per un secolo fecero scorrerie fra il mar Egeo e il mar Ionio. La baia di fronte a Grambusa (molto difficile da raggiungere via terra) ha una laguna piacevole con acque verdi. Se non fosse per l'assenza totale degli alberi si potrebbe immaginare di essere a Bora Bora. 
Veduta della baia di Grambusa
CASTELLO La città piccola di Kasteli (anche conosciuto come Kissamos) nella parte nord-ovest mantiene nel nome una memoria del piccolo forte che l’ha protetta. Purtroppo per molti anni le mura veneziane non sono state considerate degne di protezione così che ben poco di esse è rimasto. 
Mura della fortezza
LA CANEALa Canea (Xania) è la seconda città di Creta e fra il 1898 e 1971 fu capitale dell’Isola. Venezia ha dovuto combattere spesso con Genova per il possedimento di questa città nel XIII° secolo. Le sue fortificazioni (principalmente le mura intorno alla città) sono state erette nel 1538-1540 da Michele Sammicheli. 
Bastione Sabbionara e ciò che resta del leone alato e degli stemmi veneziani A causa della profondità delle acque (poco profonde), il porto de La Canea non è adatto per le odierne navi: questo ha fatto in modo che nel posto vi sia ancora la vecchia atmosfera che si respirava durante le dominazioni passate. 
Una casa veneziana nel porto e dietro le mura. Un piccolo forte (oggi un ristorante) ch eprotegge il porto. La moschea dei Giannizzeri. Non tutte le mura sono riuscite ad evitare la demolizione. La sezione più lunga è nelle zone denominate Topanas ed Evraiki piene di piccoli hotel e ristoranti, ma la parte superiore delle mura, più o meno cento metri dal porto, offre un atmosfera totalmente differente con piccole case ed orti. 
Le mura esterne e una casa in cima a queste La città originariamente era limitata a Castello un quartiere sopra il porto dove i Veneziani costruirono gli edifici principali. Le mura che proteggono questa zona sono state fatte con rovine dei templi, (in una si possono vedere i segni delle colonne e delle decorazioni). Ben poco è rimasto delle costruzioni veneziane, a volte solo il nome (monastero) di camere in affitto dove riposare il corpo e lo spirito. 
Le mura del castello e le rovine del monastero Tenendo conto dell'atteggiamento prevalente nei confronti di altre religioni (persino oggi), i Veneziani si rivelarono piuttosto liberali. I loro tentativi di imporre il Cattolicesimo alla popolazione ortodossa greca furono moderati ed anche gli ebrei potettero stabilirsi a Venezia e nei territori veneziani, senza troppa difficoltà. La Canea fu uno di quei porti mediterranei cosmopoliti in cui culture e religioni differenti convissero pacificamente. 
Chiesa di S.Rocco e dettagli della Sinagoga
SOUDA
Il forte di Souda, un isolotto all’imboccatura della baia di Souda un porto naturale protetto dalle alte montagne ad est di La Canea, ancora oggi è usato come tale e Souda è una base importante della Marina Militare Greca dove le fotografie non sono consentite. Souda è una delle tre basi mantenute da Venezia fino al 1715 dopo la perdita di Candia nel 1669.
CANDIA - prima parte
Candia era un porto secondario, non molto lontano da Cnosso (capitale dell’antica civiltà Minoica), denominato Heraclium dai Romani. Fu conquistato dagli Arabi nel 826 e fu ribattezzato in modo che ricordasse un fossato (Qandiah) che proteggeva la città (oggi vi troviamo ancora una via con questo nome - Odos Handakos). Il nome fu mantenuto dai Bizantini quando riconquistarono Creta nel 961 e successivamente italianizzato in Candia dai Veneziani, che estesero il significato del nome all’intera isola. Oggi il porto è conosciuto come Iraklion (Heraclium). Le fortificazioni veneziane includevano una fortezza che proteggeva il porto e mura imponenti che proteggevano un’area più ampia di quella effettivamente abitata. 
La fortezza del mare Il forte fu costruito tra il 1523-1540 come reazione alle incursioni dei corsari di Khair el din. Nonostante sia stato costruito per scopi militari ha le proporzioni e la forma di un’opera d’arte. 
Leoni alati della fortezza del mare. Diversamente da altre fortezze o costruzioni veneziane, il castello del mare è ancora in buone condizioni ed i simboli della dominazione veneziana non sono stati cancellati. Ciò è dovuto all'ammirazione per la resistenza di Candia durante i venti e più anni di assedio (1647-1669), ammirazione che venne infine condivisa dagli stessi assedianti. 
Il minareto e un cannone Il rancore contro l'occupazione turca che era durata fino al 1897 e nominalmente fino al 1913, portò al taglio del minareto/faro costruito dai Turchi sui bastioni della fortezza. 
Antica fotografia del forte del mare I veneziani costruirono un grande arsenale dove le navi potevano essere costruite o riparate. La flotta Veneziana si basava sulle Galeazze, navi spinte da remi ed equipaggiate con artiglieria pesante. 
L'Arsenale CANDIA - seconda parteLe mura furono costruite subito dopo la fortezza sul mare nel 1540-1560 secondo il disegno di Michele Sammicheli. Sette bastioni si sporgono fuori dalle mura per poter assicurare una protezione supplementare. Le fortificazioni includevano le gallerie sotterranee, che permettevano di attaccare il nemico di sorpresa. Nel 1647 i Turchi dopo avere completato la presa dell’isola portarono il loro esercito verso Candia. 
Veduta delle mura Poiché il Veneziani mantenevano nel porto una flotta che poteva contribuire alla difesa delle mura, i Turchi concentrarono i loro attacchi al bastione Martinengo che si trova lontano dal porto. A questa eventualità si era pensato nel momento della costruzione delle mura ed il bastione era una specie di collina artificiale contro la quale gli sforzi dell'artiglieria del Sultano furono inutili. La difesa di Candia non è stata basata soltanto sulla respinta degli aggressori, ma anche sulla flotta veneziana che attacca le navi Turche nel tentativo di tagliare la linea di rifornimento da Costantinopoli. I Dardanelli furono bloccati due volte e in generale i Veneziani si mantennero all’attacco. La difesa dell'isola era sotto il comando di Francesco Morosini: i Turchi tentarono senza successo di corromperlo offrendogli un despotato (una specie di regno vassallo) in Valacchia. Riuscirono tuttavia a corrompere uno degli ingegneri e ad apprendere da lui le debolezze del sistema di difesa. 
Leone alato sulle mura La resistenza di Candia sollevò ammirazione in Europa e molti volontari vollero partecipare alla difesa dell’isola. Il papa Alessandro VII lanciò un appello, e persino la Francia, tradizionale alleata del Sultano, inviò un battaglione per difendere Candia, anche se combattè sotto le insegne Papali, per non compromettere il rapporto col Sultano. Nel 1667 un nuovo esercito di 70.000 Turchi attaccò Candia dalla parte nord-est dove il sistema di difesa aveva alcune falle. 70 attacchi furono lanciati senza successo. Molto spesso il combattimento si svolgeva dentro tunnel scavati per penetrare all’interno delle mura. Nel 1669 dopo un tentativo infruttuoso del battaglione francese di rompere l’assedio, Francesco Morosini iniziò trattative con il Vizir che comandava l'esercito turco. 
Riliveo sulla porta Pantocrator La guerra aveva consumato le risorse di Venezia e dell'impero ottomano, per cui un accordo accettabile era il benvenuto da entrambe le parti. Ai Veneziani fu permesso di lasciare Candia senza essere attaccati. Con loro la maggior parte della popolazione partì e molte famiglie Cretesi si trasferirono nelle isole ioniche. Venezia mantenne il possesso di tre fortezze su isolotti che proteggono dei porti naturali (Grambusa, Souda e Spinalonga). Quando finalmente i Turchi entrarono in Candia si dice che non vi trovarono più di 50 abitanti. Non furono danneggiati o saccheggiati i segni della dominazione precedente, ecco perché ancor adesso a Candia si possono trovare tanti rilievi con il leone alato. Memorie Veneziane 
La fontana Morosini e un dettaglio che mostra una sirena che suona il violino 
La loggia Veneziana 
S.Caterina e S.Domenico
RettimoRettimo fu saccheggiata nel 1534 da Khair ad Din e questo spinse Venezia a rinforzare le difese di questa città, la terza per importanza nell’isola, a metà strada fra La Canea (Xania) e Candia (Iraklion). Oltre alle mura intorno alla città i Veneziani ricostruirono nel 1573 il forte sulla collina che protegge il porto. 
Veduta della fortezza Il forte è un buon esempio di architettura militare italiana, con i bastioni protesi in fuori ed i terrapieni (spazi livellati in cui le batterie dei cannoni sono posizionate) per resistere all'artiglieria. Ciò non fu sufficiente per salvare Rettimo dai Turchi, che invasero l'isola nel 1645. Le merlature sopra l’ingresso sono di disegno turco. Il forte ha continuato ad essere usato per secoli fino a tempi recentissimi. 
Ingresso e bastioni I Turchi trasformarono la chiesa di S.Nicola in una moschea e alcune eleganti pitture del mihrab sono ancora visibili. 
Moschea e dettaglio del mihrab MEMORIENessuna altra città di Creta mantiene una rete di strette e belle viuzze piene del passato come Rettimo. La città all'interno delle vecchie mura offre una miscela di case Veneziane e Turche, fontane, chiese e minareti. 
Memorie Veneziane 
Memorie Turche
SPINALONGAIl forte di Spinalonga è un isolotto alla bocca di uno stretto nel golfo di Mirabello, nella parte orientale di Creta. Dopo la caduta di Candia nel 1669 fu uno dei tre forti mantenuti da Venezia per proteggere l'itinerario verso il mare mediterraneo orientale. La pittura sotto (il nord è la parte inferiore) mostra come il forte controllasse l'entrata ad un porto naturale. 
Il forte di Spinalonga protegge l'insenatura naturale L'isolotto richiese notevoli fortificazioni ed i Veneziani non risparmiarono risorse per realizzare il loro obiettivo: nel 1579 costruirono alte mura a strapiombo sul mare per non lasciare spazio all’approdo e due bastioni circolari sulla parte superiore della collina, da dove con la loro artiglieria controllavano l'accesso al porto. 
Veduta della Fortezza dal mare 
Controllo del porto Venezia mantenne Spinalonga fino al 1715, quando i Turchi li attaccarono in Morea, e non ebbero abbastanza forze navali da aiutare i tre forti che rimanevano loro a Creta. 
Il bastione principale e il leone alato L'importanza di Spinalonga diminuì sotto la dominazione turca e l'isolotto fu abbandonato fino a che non divenne un lazzaretto ai primi del Novecento. 
Ingresso dal mare Oggi è una delle maggiori attrazioni è Aghios Nicolaos, una località turistica del Golfo di Mirabello. CASTELFRANCO (Frangokastelo)Un’insieme di alte montagne (compreso il monte Ida dove Zeus passò la fanciullezza) divide il litorale nord di Creta da quello sud e muoversi fra i due litorali è molto difficile. La parte sud dell'isola ha avuta certa importanza durante l'impero romano quando la città di Gortyna era la capitale non soltanto dell'isola ma anche della Libia di fronte a Creta. Dopo la conquista della Lybia dagli Arabi il ruolo di Creta del sud si ridusse notevolmente. Questo spiega perchè in questa parte dell’isola furono costruite solamente piccole fortezze. Queste pagine ci portano a scoprire queste fortezze, ad iniziare da Castelfranco (Frangokastelo). 
Vista della fortezza Il forte è costruito in una piccola spianata di fronte all'isola di Gavdos, il punto più a sud della recia e dell'Europa. La fortezza è un rettangolo con 4 torri. 
Entrata del Forte e il Leone Alato. All’ingresso si possono vedere ancora il leone alato e gli stemmi dei governatori dell’isola.
IERAPETRA Ierapetra, sulla parte orientale dell'isola, è situata in uno dei punti più stretti dell’isola e dove il passaggio tra la parte Nord e Sud è più facile Il forte è simile a quello di Frangokastelo, ma peggio conservato. Le merlature sono state modificate dai Turchi. 
Veduta della fortezza S.ROMUALDO
Aghia Rumeli è un piccolo villaggio sul mare all'estremità della gola di Samaria, un impressionante canyon di 8 miglia che attraversa le montagne. Le rovine di un piccolo forte sono visibili sulla parte superiore di una collina sopra il villaggio. 
Fortezza e vista del Gorgo di Samaria SFAKIA Sfakia, vicino a Frangokastelo, è uno dei pochi porti sul litorale del sud. Le rovine di un forte sono visibili sulla collina sovrastante il porto. 
Rovine della fortezza
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